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sabato 2 novembre 2024

 Ciao a tutti .... mi scuso per il ritardo della fine della storia di Pai e Lory (purtroppo per sbaglio ho cancellato praticamente tutto il capitolo e nel riscriverlo sto riscontrando un po' di problemi ... risolverò a breve )

per farmi perdonare vi mostro un disegno che mi è piaciuto fare su Ryan e Strawberry (mi sono ispirata al manga quando Ryan la carica in macchina prima che Mark si accorga delle sue orecchie e coda) 



purtroppo sappiamo che Strawberry non fu molto entusiasta di essere "rapita" in quel modo 

quindi almeno in questo disegno ho voluto rendere tutto più romantico 

che ne pensate?

lunedì 21 ottobre 2024

 Ciao a tutti, eccomi per un aggiornamento molto atteso ... 

la fanfiction su Lory e Pai .... avverto che questo è solo il primo di due capitoli (il secondo lo sto ultimando) ma non mi va di farvi attendere oltre. 


Un'altra cosa prima di lasciarvi alla storia (non è inerente ma ecco a voi un disegno sui protagonisti)





Amore inconsapevole 


Le Mew Mew, dopo aver vinto la guerra contro gli alieni erano scomparse dai ricordi dei loro concittadini e a distanza di tre anni, l’unica cosa che dimostrasse che erano esistite era il nome del caffè più rinominato della città e che guarda caso, aveva come dipendenti, proprio cinque ragazze. Ovviamente nessuno aveva fatto alcun tipo di collegamento e così la vita delle suddette paladine, nella normalità di tutti i giorni, era progredita.

Strawberry, un giorno di punto in bianco, aveva lasciato Mark e dopo diversi mesi si era finalmente accorta dei sentimenti che Ryan provava per lei e soprattutto, aveva capito di contraccambiarli. Pam era ufficialmente fidanzata con Kyle e a breve si sarebbero sposati. Paddy, all’ultimo anno di medie, era riuscita a convincere il padre ad aprire il dojo principale a Tokyo in modo che potesse aiutarla con i fratellini. Mina, aveva ripreso a ballare anche se non a tempo pieno e infine, c’era Lory, ed è proprio da lei che parte questa storia ….

La ragazza dai capelli verdi posò una montagna di libri sul tavolo più appartato della biblioteca pubblica, più per schermare la propria visuale che per effettivamente leggerli tutti e, si sedette. Da anni faceva la stessa identica cosa e ormai poteva considerarla una vera routine

– “Se le ragazze sapessero che ho un amico di penna mi prenderebbero per pazza e, non perché al giorno d’oggi nessuno usa più scriversi lettere a mano ma, per l’identità del suddetto amico” – si disse prendendo dal suo zainetto l’occorrente per scrivere – “a dirla tutta a volte anch’io stento a crederci ma adesso farei davvero fatica a smettere. Ne sono dipendente”

La penna si posò sul foglio e le parole, dettate dai suoi sentimenti, vennero giù di getto mentre la sua mente fantasticava

“Ciao Pai, come stai? (scusa, la rima non era voluta)

Qui le cose vanno come al solito. Il caffè è sempre pieno di gente, il tempo libero è sempre ridotto all’osso e i momenti in cui mi trovo da sola sono quelli in cui vorrei fare molte più cose di quelle che in effetti riesco a pensare.

Il mio senso organizzativo mi ha suggerito di fare una lista ma devo ammettere che mi vergogno un po’ anche al solo pensiero di alcuni dei miei desideri. Sono troppo timida e troppo insicura e …. OPS scusa ti avevo promesso di non parlare più male di me stessa ma come sai le vecchie abitudini sono dure a morire e io non sono così brava a parlare di me come più volte mi hai chiesto di fare.

Secondo Paddy, sono un’inguaribile romantica che spera sempre nel lieto fine mentre Ryan, sempre così gentile con me, afferma che ho un forte  desiderio di bene per il mio prossimo ma io non è che riesca a crederci fino in fondo. A tale proposito tu che ne pensi? E’ sciocco volere che la bontà d’animo arrivi a quanta più gente si possa ? … Ti faccio un esempio di cosa intendo …

L’altro giorno, al caffè si è presentato un gruppetto di ragazze. Indossavano la stessa divisa che avevo io alle medie e fra loro c’e ne era una palesemente più timida ed introversa.

Non ho potuto fare a meno di paragonarmi a lei sperando sinceramente che non stesse vivendo quello che io stessa ho affrontato alla sua età. Racimolando tutto il coraggio in me, ero pronta ad intervenire  soprattutto quando al gruppetto si sono aggiunti alcuni ragazzi ma alla fine non l’ho fatto, non ce n'è stato bisogno.

La cosa che mi ha davvero scaldato il cuore infatti, è avvenuta poco dopo quando, Uno di questi ragazzi sul più bello di una dibattito, a quanto sembrava piuttosto serio, si è zittito e girandosi verso la timida compagna ha detto : “sai, mi piacerebbe sapere cosa pensi tu su questo. Cosa pensano gli altri è chiaro”. E’ stato un gesto di una delicatezza e un rispetto tale che non si può non considerarlo un barlume di positività e non posso che rallegrarmene. 

Vedi quindi il mio punto di vista? Spero davvero di si. Ci tengo alla tua opinione ma questo mi fa ricordare anche un'altra cosa ...

Nella tua ultima lettera mi hai fatto una domanda alla quale non sapevi se ti avrei risposto ma, per quanto la trovi strana, non vedo perché non dovrei farlo. Il mio colore preferito non è sempre stato il verde. Da piccola lo consideravo presuntuoso definirlo tale visto il mio colore di capelli e quindi prediligevo il colore viola, deciso e troppo spesso pregiudicato. Poi sono diventata una Mew Mew e quel colore è diventato rappresentativo di Pam e in qualche modo invece, ho cominciato ad apprezzare maggiormente il colore simbolo del mio potere. Se ci rifletto infatti, forse il fato o Ryan per esso,  mi conosceva meglio di quanto non facessi io stessa e ora anch’io lo trovo più incline con l’attuale me.

 Se fosse possibile passerei ore a scrivere (e poi leggere la tua controparte) ma come ti ho accennato prima il tempo libero è sempre troppo poco e avvicinandosi gli esami devo mettermi sotto con lo studio … ho forse un’altra ora a disposizione prima che il sole cali del tutto e la biblioteca in cui mi trovo chiuda, mi dispiace tantissimo ma, devo andare … a presto.

Sinceramente, Lory.”

La ragazza rilesse le poche righe con attenzione e anche se la trovava un po’ scombussolata, pensò di non apportare cambiamenti rendendola meno veritiera.  – “Sarà meglio che la spedisca prima di cambiare idea”- si disse prendendo il dispositivo che anni prima le era stato fornito da Pai – “ ….. ecco fatto … E adesso, compiti”

Intanto, in un altro pianeta un dispositivo simile a quello di Lory, emetteva un suono segnalando al suo proprietario l’arrivo di una lettera – Tart, per oggi concludiamo qui l’allenamento –

- Ma fratellone, ci sono quasi, posso imparare a padroneggiare la mia nuova forza - - Ne sono certo Tart ma ora ho da fare. Continuiamo domani. Promesso. –

Il più piccolo dei tre fratelli Ikisatashi guardò il più grande con molta serietà e poi lentamente annuì smaterializzandosi. Un attimo dopo, anche Pai fece lo stesso.

L’alieno dai capelli viola  guardò la propria stanza come se la vedesse per la prima volta. Le quattro mura che formavano un rettangolo erano per lo più sfornite di qualsiasi decorazione fatta eccezione, della libreria sopra la scrivania in uno dei lati corti, e l’armadio a ponte che circondava la finestra sul lato opposto. Il letto singolo faceva sembrare la stanza ancora più spoglia e vuota e Pai, provò tristezza.

– “Ma cosa sono questi sentimenti?” - si chiese sedendosi sull’unica sedia disponibile - In questi tre anni di pace, la nostra gente ha ritenuto più pratico e funzionale imitare gli umani per la costruzione delle case ma, non vuol dire che le vecchie tipologie di abitazione, a forma di capsule con minimal accessori, non andassero altrettanto bene.” -  si giustificò – “solo per questo non ho ritenuto necessario personalizzare questo posto” - prese fra le mani la lettera ricevuta e si concesse un sorriso – “quindi no, non mi sento affatto solo” – mentì a se stesso prendendo a leggere

“Lory ha una scrittura delicata. Rispecchia davvero il suo animo” – cominciò a commentare sfiorando inconsciamente con le dita le parole sulla carta – “E’ inutile, per quanto io ci provi, non riuscirò mai a farla sentire sicura di se. L’unico che ci è riuscito un po’ è Shirogane e mi da un fastidio …” - continuò a riflettere non dando il reale nome alla sensazione che provava mentre leggeva le parole della ragazza – “e poi, è mai possibile che io, così competitivo in ambito sia scientifico che ingegneristico abbia dato a Lory un dispositivo tanto antiquato? Nessuna meraviglia che parli di Shirogane così spesso e con tanta ammirazione. Scommetto che lui non le avrebbe fatto scrivere lettere a mano” – alzò lo sguardo verso il punto della libreria in cui custodiva  i vecchi scritti – “si ma se non lo avessi fatto, non avrei avuto qualcosa di suo personale e …”  - Pai interruppe bruscamente i propri pensieri e le proprie dita  – “un momento … perché volevo qualcosa di lei?”

Per alcuni attimi quella domanda girò nella sua corteccia celebrale come una pallina da tennis che rimbalza sulle pareti toccando ricordi, reazioni, aneddoti ed emozioni – “Io non sono una persona emotiva. Se lo fossi, tutto questo vorrebbe significare che ….” – finì di leggere il foglio che teneva in mano sentendo dentro di se qualcosa simile alla mancanza – “NO! Non è possibile. Non io, non lei …. Devo porre fine a tutto questo … subito!”

Quattro mesi dopo durante il turno pomeridiano al Caffé Mew Mew

- Ragazze, ma secondo voi Lory sta bene? Non vi sembra che ultimamente stia un po’ troppo tempo per conto suo? – osservò a un certo punto, la Leader del gruppo

- Ma Strawberry, questo non è l’anno in cui avete gli esami? Lory non è una studentessa svogliata come te– la rossa gonfiò le guance spazientita – Uffa Paddy, Potevi essere un po’ più delicata – 

- ho solo detto la verità –

- Si, si questo l’ho capito grazie- disse soffermandosi un attimo ad osservare l’amica occhialuta che teneva precariamente in equilibrio un vassoio -  e forse è come dici tu,  ma secondo me dovremmo indagare. C’è qualcosa sotto vi dico. - 

- Io invece lascerei le deduzioni a Pam. E’ quella che fra noi sa usare meglio l’intuito e sa captare i segnali. – intervenne la ballerina in tono annoiato -  Se non è preoccupata lei vuol dire che va tutto bene –

- Non prenderla per il verso sbagliato Mina, ma ultimamente Pam trascorre quasi tutto il suo tempo libero con Kyle. Devono organizzare il matrimonio. Non possiamo pretendere che sia vigile anche su qualcosa del genere – ribatté la rossa sperando di non aver acceso la miccia di una bomba

- Va bene ammetto che potresti avere ragione. – ribatté la mora guardando inconsciamente verso la cucina – ma non so davvero cosa ti aspetti che facciamo -  

- Cerchiamo di scoprire da sole se c’è qualcosa che non va in Lory e in caso penseremo a come aiutarla. – ribatté la rossa - E se invece chiedessimo aiuto a Ryan? Ora che sta con te Strawberry, è un po’ più socievole e poi fu lui a far si che Lory credesse di più in se stessa. Non è lecito supporre che si accorgerebbe anche se le stesse succedendo qualcosa che non vuole dirci ma che le provoca malessere? –

- Si vede proprio che sei cresciuta Paddy. E’ un ottimo consiglio il tuo. Oggi quel cervellone ha deciso di lavorare di sotto alle sue creazioni. Magari più tardi scendo giù e gliene parlo –

- Ottimo. Ora però tornate a lavoro così io finisco il the prima che si freddi del tutto –

- sei sempre la solita Mina -

Un’ora più tardi Ryan, che aveva avviato un centro sviluppo fuori città, come aveva accennato la sua ragazza, stava comunque lavorando nel vecchio laboratorio nel sotterraneo del caffè quando sentì la porta dietro di lui aprirsi – Micetta, guarda che essere la ragazza del capo non ti da il diritto di lavorare di meno, anzi, devi dare il buon esempio –

- ehm scusa, non sono Strawberry –

- Lory! – esclamò il ragazzo voltandosi, come non aveva fatto prima – scusa tu, ero concentrato sul lavoro altrimenti avrei riconosciuto sicuramente il passo più leggero del suo – le disse con una nota d’ironia – se ti sentisse si arrabbierebbe moltissimo –

- Ne sono consapevole ma anche se ora sono il suo ragazzo mi diverto ancora a stuzzicarla e credo che la cosa sia reciproca – la sua interlocutrice annuì – lo penso anche io. Lei ti ha sempre amato anche se ce ne ha messo di tempo per capirlo ma l’importante è che lo abbia fatto giusto? Non hai mai avuto interessi di quel tipo se non per lei –

Ryan spalancò gli occhi – scusa, sono stato indelicato …-

- no , no è tutto apposto tranquillo, sono felice per voi – rispose Lory sorridendogli

- Grazie ma è meglio se cambiamo discorso … ti serviva qualcosa? –

- in effetti si ma posso aspettare se è il momento sbagliato –

- No!, dimmi pure –

- Ecco vedi – iniziò lei torcendosi le mani nervosamente – si tratta degli alieni –

- COSA? –

- no, no non ti allarmare. Non ci stanno attaccando o qualcosa del genere. E’ solo che  … ecco io dopo la guerra ho cominciato a tenere una corrispondenza con Pai -   – Con il maggiore Ikisatashi? Sul serio?  Non ne sapevo niente-

- E’ qualcosa che ho tenuto privato. Neanche le altre ne sono a conoscenza. Non volevo preoccupare nessuno. – 

- Lory, siamo sempre stati una squadra … ci si aiuta a vicenda. E’ questo che fanno gli amici -

- Lo so, lascia che ti spieghi. – Ryan annuì incoraggiandola e lei riprese - Qualche giorno dopo la fine della guerra, sul comodino in camera mia, trovai un dispositivo e una lettera di Pai. In essa erano contenute per lo più indicazioni su come poter comunicare. Lo trovai strano, ma risposi cercando di capire se c’erano doppi fini –

- E c’erano secondo te? – la pesciolina scosse la testa – non mi ha mai chiesto qualcosa di sospetto. Lui mi ha raccontato che ora, sul loro pianeta, possono vivere in superficie. Che insegnano ai loro bambini diversi mestieri. Kish addirittura insegna loro le nostre usanze mentre la scuola marziale non è più obbligatoria ma Tart la frequenta perché vuole essere in grado di difendere i più deboli. Pai, mi ha detto anche che usano i reciprochi poteri al servizio degli altri e che i pochi alieni che ancora si ritengono seguaci di Profondo blu sono tutti in carcere. Sotto sorveglianza. –

- Sembra tutto molto bello – concesse Ryan sedendosi - ma se sei qui a chiedere il mio aiuto, vuol dire che qualcosa non va o sbaglio? –

In risposta Lory tirò fuori dal suo zaino un dispositivo molto simile a un telefax ma senza telefono e lo porse al suo interlocutore – Bhe ecco vedi … Non mi intendo di tecnologia ma  penso che il dispositivo si sia rotto.  Di solito, le risposte alle mie lettere arrivano a distanza di 3 settimane se è proprio impegnato, altrimenti anche meno eppure, io la mia ultima lettera gliel’ho spedita mesi fa.  - 

Il biondo si rigirò l’oggetto fra le mani  - E’ molto strano. Considerando la loro avanzata tecnologia, mi aspettavo qualcosa di più sofisticato – commentò con tono professionale –

- E’ strano vero? Ma mi piace l’idea di scrivere con carta e penna. E’ come se l’altra persona fosse più vicina –

- piuttosto relativo. Vivete su due pianeti diversi –

In effetti … ma tornando al punto … pensi di riuscire a ripararlo? – Ryan annuì – mi ci vorranno tre giorni. Prima ho del lavoro da finire che ha delle scadenze –

- Ma certo. Ho atteso quattro mesi, qualche giorno in più non fa differenza. Grazie mille –

- Lory? …. Potrei sapere perché ci tieni tanto? –

La pesciolina arrossì di colpo – Non è che io non voglia dirtelo ma … E’ complicato … - il biondo sembrò scrutarla con i suoi occhi azzurro mare – Non voglio che tu ti faccia male –

- ma no Ryan che dici … E’ solo che in questi tre anni in cui ho scambiato lettere con Pai ho imparato ad apprezzare quello che durante la guerra non ho avuto modo di vedere … Penso che lui sia un ragazzo introverso, molto intelligente e con delle doti nascoste, mi ricorda …. te. – disse arrossendo ancor di più e abbassando lo sguardo sull’ultima parte - Lory, non siamo assolutamente uguali. Come sai che puoi davvero fidarti? – le disse Ryan intuendo che lei si stesse, se non lo avesse già fatto, innamorando dell’alieno.

– Perché è stato gentile quando non c’era più nessuna necessità nel farlo e perché in questi anni mi ha dedicato un po’ del suo tempo anche se io non ho doti caratteriali di spicco.  - 

Ryan si alzò, le si avvicinò e con delicatezza sollevò il mento dell’Ex Mew Verde      –Come capo di questo posto, non posso permettere a nessuno di sminuire una delle mie cinque dipendenti nonché una delle mie amiche. Nemmeno se a farlo è una di loro perciò mi dispiace, ma ti chiedo di non farlo. – le disse sincero  – Sei più forte e più tenace di quanto pensi, sei di una gentilezza disarmante che invoglia gli altri ad esserlo con te e come ti dissi tempo fa, hai un bellissimo sorriso. Doti, più che apprezzabili ma non lasciare che nessuno si approfitti di te. Intesi? - 

Lory fece un passo indietro – Sono certa che non accadrà. Ma grazie per preoccupartene –

- non ringraziarmi basta che tu stia attenta – disse il biondo sentendo una strana vibrazione nell’aria - Ora però è meglio se torni a lavoro prima che Strawberry scenda giù a urlarmi contro che “E’ colpa mia se lavora solo lei” – Lory non poté trattenere una risata immaginando perfettamente la scena – vado a impedire che ciò accada – un attimo dopo,  era sparita.

- Pai Ikisatashi, pensavamo che tu fossi tornato nel tuo mondo. Cosa ci fai qui? – chiese Ryan quando fu certo che l’ex Mew verde fosse abbastanza lontana da non sentirlo – Cos’è non vuoi rispondere? Sento benissimo la tua presenza ed è meglio per te se ti materializzi, non mi piace essere usato. Il dispositivo non ha niente che non vada, lo hai solo bloccato –

- E ti è bastato uno sguardo per capirlo? – rispose l’alieno senza farsi vedere

- Razza di stolto, io sono un genio e pretendo di vederla la tua faccia mentre mi spieghi cosa diavolo stai combinando. –

- Come ti ha detto Lory, non ti allarmare non ho intenzioni bellicose –

- Solo quelle di far soffrire una delle mie ragazze e tanto basta per fartela pagare-

Ciò detto,Pai si materializzò davanti al suo interlocutore e lo prese per il colletto del gilet – Shirogane non provocarmi e non paragonarmi a te. – disse in tono minaccioso – non sono io quello che l’ha respinta anni fa- Ryan lo guardò attentamente senza proferir parola – Vedo che almeno hai la decenza di non smentirlo –

– non so come tu lo sappia ma non è mai stata mia intenzione ferirla – il tono del biondo non ammetteva repliche ma non fece niente per liberarsi dalla presa dell’altro

- Come non lo è la mia. Per questo non posso continuare a comunicare con lei –

- Perché? Cosa è cambiato? -

-Niente. E’ meglio così e basta-

- Ma non te ne sei preoccupato fino adesso -  

- Prima era diverso, la conoscevo poco. - 

- Non è una scusante per avere doppi fini, dimmi quali –

- non li ho –

- davvero? E allora perché hai spiato la conversazione che ho avuto con lei ? –

L’alieno mollò la presa e gli voltò le spalle – Non sono affari tuoi. Basta che mi reggi il gioco sul dispositivo. Dille che non puoi ripararlo –

- non lo farò ma non le svelerò che non è mai stato rotto. Quello dovrai confessarglielo tu.  – 

- ti serve il codice per poterlo sbloccare e dovrai strapparmelo con la forza –

- o semplicemente posso immetterne uno nuovo e bypassare il tuo -

- Accidenti a te genietto, speravo che Strawberry ti avesse ammorbidito un po’ ma resti sempre il solito fastidioso bastone fra le ruote. –

- Lieto di esserlo. E comunque, perché vuoi interrompere il dialogo con Lory? –

- Insisti? Non sono affari tuoi. –

- E’ vero, ma almeno a lei una spiegazione gliela devi –

- lo so – 

- quindi fallo e vedi di non tornare ad essere il mio nemico – Pai gli concesse un gesto affermativo del capo e si smaterializzò – “E’ strano, ma giurerei che sia l’amore a muovere le sue azioni” – pensò il biondo appoggiando sul tavolo il dispositivo alieno – “se fosse così mi toccherà aiutarlo sul serio. Non voglio che faccia casino con Lory”


continua ...... 


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Ammetto che non avevo pensato a suddividere i capitoli e ho deciso di farlo qui che non siamo ancora entrati  nella parte migliore (almeno secondo me) ma .... 

Allora? Che ne pensate di questo capitolo? ..... Fatemi sapere (anche del disegno) .... un abbraccio 


domenica 13 ottobre 2024

 Buona sera carissimi (o sarebbe meglio, vista l'ora, buona notte) 

per non sparire nuovamente ho pensato di mostrarvi un disegno che ho amato fare 

no, non su Ryan e Strawberry (a breve arriverà anche quello su loro) ma su ... Paddy e Tart 

Ho sempre adorato quei due piccoletti ... non ho pensato a una storia per ora, forse in futuro 



fatemi sapere se vi piace, cosa ne pensate insomma qualsiasi cosa va bene .... 

un abbraccio .... a prestissimo


giovedì 3 ottobre 2024

 Ciaooooo, 

Eccomi qui splendori per mostrarvi il disegno su come mi immaginavo i nostri protagonisti cresciuti (sarebbe dovuto essere inserito a fine della storia "sulla soglia del futuro" ma non era ancora pronto ) 

eccolo:




che ne pensate? io ho amato disegnare soprattutto Lory incinta e Tart .... chi ho trovato più difficile da invecchiare è stata Paddy ma anche Ryan e Kyle ahahahah

domenica 22 settembre 2024

 Cu Cu ... carissimi lettori, non ci crederete ma sono tornata (questo è stato un periodo un po' impegnativo, scusate ) 

per farmi perdonare ho scritto una fanfiction un po' particolare e un po' lunga ma partiamo da qui 


Questa one shot è nata ascoltando una canzone molto vecchia dei Pooh (vi metterò il testo alla fine per non fare spoiler) in cui un ragazzo incontra la sua ex dopo un periodo di lontananza e racconta l'incontro ... bhe io ci ho visto Mark ... allora mi son detta ... e se scrivo qualcosa che sveli almeno un po' della vita dei nostri amati personaggi Mew passati 12 anni dalla fine della guerra ? ... 

Ovviamente i protagonisti sono Ryan e Strawberry (arriverà anche la storia dedicata a Lory e Pai promesso) anche se per quanto ho accennato prima ci sarà anche Mark 

fatta questa lunga premessa, spero che vi piaccia quanto piace a me ....


Sulla soglia del futuro

Siamo nella Tokyo del 2024, una Tokyo che non sa che 12 anni prima, è stata lo scenario di una delle guerre più cruenti della storia dell’umanità. Non sa e non ha bisogno di saperlo ma nel cuore di chi quella guerra l’ha combattuta, la propria storia personale è cambiata per sempre.

Mark uscì dall’aeroporto di Tokyo con le valige in mano sentendo, nel respirare  l’aria della sua città natale, un’infrenabile nostalgia.

“Sembra che niente sia mutato in questi sette anni” – pensò chiamando un Taxy e fornendo all’autista l’indirizzo della sua destinazione – “ma la vita nonostante tutto è andata avanti e devo smettere di evitare questo posto solo perché lei non è più mia” – guardò il paesaggio scorrere dal finestrino e ricordò l’ultima volta in cui aveva visto Strawberry – “Ci eravamo lasciati ormai da 5 anni, e da due sapevo che si era fidanzata con quell’insopportabile Shirogane quando mi arrivò l’invito al loro matrimonio. Seppi che fu lei a spedirlo e, anche se mi rodeva tantissimo, ci andai. –

Il moro sentì in fondo al cuore ancora la stessa insofferenza e stringendo i pugni continuò a riflettere - Ad attenderla su quell’altare, ci sarei dovuto essere io ma, con me lei non aveva mai avuto una tale espressione sul viso. Era radiosa nel suo abito bianco e negli occhi di lui, per la prima volta, vidi quell’immenso amore che c’era sempre stato. Riuscii a guardare gli sposini solo fino alla fatidica frase *vi dichiaro marito e moglie* poi lasciai la chiesa e il giorno dopo presi l’aereo per Londra”

L’auto si fermò e lui dopo aver pagato il tassista scese davanti alla casa dei suoi genitori adottivi – “Manco da questa casa da sette anni. Ho pensato solo a me stesso dimostrandomi davvero un pessimo figlio. Il minimo che posso fare adesso è passare un po’ di tempo con loro”-  pensò nell’esatto istante in cui una donna sulla cinquantina apriva la porta – Tesoro! Finalmente sei a casa. Mi sei mancato –

- Ciao mamma, mi sei mancata anche tu -  

Due settimane dopo, il 4 Giugno.

 “Oddio, oddio, non farò mai in tempo. Possibile che per il compleanno di Ryan io mi riduca sempre all’ultimo giorno per comprargli il regalo?” - stava pensando Strawberry correndo come una pazza per le vie del centro città – “forse è il caso di chiamare Mina o se ne andrà prima di avermi aiutato nell’impresa” – estrasse il cellulare dalla borsa e a memoria compose il numero dell’amica – Dove cavolo sei rossa? – l’aggredì la mora rispondendo - Ti avevo detto che avevo solo un’ora da dedicarti e purtroppo per te ti restano cinque minuti –

- Lo so, lo so scusami ma non puoi piantarmi in asso. Non so proprio cosa comprare a Ryan –

- siete sposati da ormai sette anni, non lo hai ancora capito che devi puntare sul sesso? - 

- Kish accidenti a te smetti di fare il maiale come al solito. Il compleanno è domani e sarò in un mare di guai se non avrò niente entro stasera –

- segui il mio consiglio micetta. Ordina una torta di cartone a più piani e nasconditi dentro completamente nuda. Se è un vero uomo come me Apprezzerà –

- basta così idiota. Ascolta me Strawberry, lascia perdere i regali costosi, particolari ecc, compra una bella scatolina e metti all’interno quella foto che sai. Lo renderai felice –

-Solo questo? Sei sicura che sia un regalo adeguato? e lo pensi davvero che ne sarà felice? –

- Si, si e ancora si sciocchina. Ti ama – Strawberry smise di correre e sorrise – Grazie Mina. Non so come avrei fatto senza il tuo aiuto. So già dove posso trovare quella che fa al caso mio. A questo punto, non ha più senso che io vi raggiunga. Ci vediamo domani alla festa. Ciao–

la mora chiuse la conversazione e guardò il marito – non guardarmi a quel modo. Io i segreti li mantengo. Ti diranno loro che succede quando verrà il momento –

- io non avevo detto niente – si giustificò l’alieno con finta aria innocente – ma dato che ti sei sganciata con anticipo che ne dici di fare una capatina a casa per … - - non finire neanche la frase. Ha ragione Strawberry, sei proprio un maiale e comunque non bastano cinque minuti … dai portami in teatro. Quelli della domenica se ne infischiano,ho le prove fra poco –

- Agli ordini mio bel cigno nero - 

Per Mark quel giorno era l’ultimo della sua vacanza e, sotto insistenza dei genitori che lo vedevano teso, era andato a passeggiare. – “la vita qui a Tokyo è sempre così tranquilla in alcuni quartieri e frenetica in altri” – rifletté guardando distrattamente i vari negozi che negli anni avevano sostituito quelli che lui ricordava – “ A Strawberry piaceva tantissimo guardare le vetrine” – si disse poi scivolando di nuovo in vecchi ricordi – “Era bello sentirla fantasticare di ipotetiche uscite romantiche, o sentirla lamentarsi su quanto avrebbe dovuto risparmiare per comprarsi una gonna che le piaceva. Io non possedevo i miliardi di Shirogane ma avrei anche potuto accontentarla in qualcosa” – gli cadde lo sguardo su un negozio di animali che sette anni prima non c’era. – “ il primo regalo che le feci non lo comprai neanche” – continuò a pensare notando in esposizione dei collarini di varie dimensioni e colori – “nella mia testa, quel collarino con il campanellino, era qualcosa di non troppo vistoso che si intonava al rosso dei suoi capelli e che, al contrario di quel gatto, potesse dire a tutti che lei era la mia proprietà privata”– riprese a camminare sovrappensiero –“ ma la verità era che non avrei mai potuto legarla a me con la forza. Una corda, a furia di tirarla, si spezza” - 

Strawberry, uscì dal negozio soddisfatta del suo acquisto, voltò verso destra e …. SBAM …

– Ohi, ohi .. mi scusi non stavo guardando .... Mark ? –

- … Strawberry? –

I due ragazzi, infondo erano ancora giovani per definirsi tali, si guardarono stupiti per qualche istante poi, uno di loro, parlò

– Prendi la mia mano Strawberry – disse infatti Mark alzandosi dal marciapiede sul quale entrambi erano finiti dopo il loro scontro – E’ inaccettabile per un perfetto Lord lasciare una bella donna a terra –

- un perfetto lord? Ah … giusto, ora vivi a Londra – ribatté lei accettando il suo aiuto dopo aver recuperato la borsa dei propri acquisti – non sapevo che eri tornato a Tokyo. Resti molto? – il moro scosse la testa – solo fino a questa sera, poi tornerò a casa e al mio lavoro –

- Ma che peccato, non ci vediamo da anni e mi avrebbe fatto davvero piacere parlare un po’ con te. –

- COSA!?! – esclamò il moro sorpreso – non so se sarebbe una cosa giusta ora che sei sposata e … -

- non dire stupidaggini – lo interruppe Strawberry in un modo che anni prima non avrebbe sicuramente fatto –l’essere sposata non mi ha tolto la libertà di vedere gli amici, neanche quelli che non condivido con lui –

- mi resta difficile crederlo –

- Va bene il Ryan che ricordi era autoritario, cervellone, insopportabilmente testardo e anche un guastafeste, praticamente come ora ma è anche dolce, premuroso, molto generoso e mai soffocante -  ribatté lei con tutte quelle buffe espressioni che l’avevano sempre caratterizzata

– Senti, hai da fare ora? – Mark scosse la testa – allora andiamo a prendere un caffè a casa mia. Se ti può rassicurare Ryan è a lavoro –

- Di domenica? –

- Di solito no ma domani è il suo compleanno e gli ho categoricamente proibito di lavorare, così è andato oggi -  

Il moro la guardò sempre più stupito. La rossa emanava un’aria di fiducia e spensieratezza che non aveva mai avuto quando erano più giovani – “la sua voce è più dolce, più sicura” – pensò invidiando Shirogane

– il suo compleanno? Avrai da fare quindi con i preparativi – provò a declinare l’invito – In realtà io mi sono limitata a comprare il regalo – rispose Strawberry sollevando la busta che teneva in mano – E’ Mina l’addetta all’organizzazione delle varie feste, Lory quella addetta alle decorazioni, Paddy si dedica all’intrattenimento, il ruolo di Pam è quello di pensare agli invitati, Kyle ovviamente pensa al catering e Ryan è quello che spesso paga tutto – continuò ridendo un po’ imbarazzata – quindi non puoi assolutamente dirmi di no. Dai, un caffè … -    e anche se Mark, sentiva il suo cuore gridare che, accettare quell’invito era una pessima idea, la sua mente curiosa ebbe la meglio.  

Lungo la strada Strawberry, gli raccontò che la casa di lei e Ryan era stata costruita sul terreno adiacente al parco dove sorgeva il caffè Mew Mew e dato che Mark, se la immaginò come se fosse uscita da un cartone animato, fu davvero sorpreso quando vide davanti a se un cottage, un po’ fiabesco, ma allo stesso tempo sobrio ed essenziale.

– Eccoci qua -  disse la rossa aprendo la porta – entra pure, accomodati- Il moro si ritrovò nella tradizionale anticamera delle case giapponesi , si tolse le scarpe e si guardò intorno.

La casa, aveva evidenti accenni allo stile giapponese perfettamente integrati con quelli tipici invece dello stile occidentale. Sui muri e sparse qua e la sui mobili color ciliegio, c’erano foto di coppia e di gruppo mentre dalla cucina, dietro un arco sulla sua sinistra, entrava molta luce .

– Casa tua mi piace, sa di calda pace spesa in due -  disse guardando la rossa

– Davvero? – chiese lei toccandosi brevemente il ventre piatto – mi fa piacere. Ryan lasciò a me il compito di arredarla come meglio credevo –

- Per quello che vedo, hai fatto un buon lavoro -  

- oh giusto, non è tutto qui, ti mostro il resto e … -

- Strawberry!?! – la chiamò Mark interrompendola – non vorrei essere scortese ma, lui sa bene chi sia io, prima che ritorni, scusa ma andrò via – La padrona di casa annuì – Oh no scusami tu. Capisco non ti preoccupare. Metto su il caffè e nel frattempo, mi parli un po’ di te –

Il ventiseienne, con nessuna reale intenzione di parlare di se annuì seguendola e, una volta pronta la bevanda, si ritrovò seduto in un grazioso salotto

 


 – sembra che il tempo per te non sia passato – le disse dopo averla osservata attentamente – non hai neanche un anno in più sul viso –

- ma dai, vuoi dirmi che dimostro ancora 19 anni? –

- Non porti più i capelli in modo strano e sei ancora più bella così –

- grazie. - controbatté la ragazza arrossendo leggermente - Dopo aver portato per tanto tempo i capelli non troppo lunghi e legati in due codini, ora li lascio semplicemente crescere. Tu invece vedo che non sei cambiato, solo maturato ….  ma ora dai, non far parlare solo me, raccontami un po’ cosa hai fatto in questi sette anni –

- non c’è molto da raccontare – si rassegnò Mark a dire – sono direttore generale di una grande azienda che opera nel settore farmaceutico. Volevo salvaguardare il mondo e sono finito ad aiutare le persone, non è poi così diverso –

- no infatti – gli sorrise Strawberry – E in amore? Hai trovato la tua anima gemella?-

- “pensavo fossi tu” – avrebbe voluto rispondere il moro – “ma quello che io chiedevo a te, lui lo risvegliò per se” – pensò ancora prima di dire – Tante ammiratrici, ma nessuna ragazza fissa. Per il momento, mi va bene così –

- Oh si, ricordo le tue fan. In proporzione, ho rischiato molte più volte di essere linciata da loro che dai chimeri degli alieni –

- Si, erano un tantino esagerate ma, te lo ricordi come eri allora? Allegra, pasticciona, divertente e ti vedevano come la rivale perché mi attraevi –

- Eravamo giovani inesperti e nessuna di loro sapeva che ero una paladina che non cercava altro che cavarsela con le mille emozioni provate. In questo non ho mai capito come riuscisti a notarmi nella massa –

-  Esattamente come si riconosce una pietra preziosa in mezzo a mille bottoni  ma, sai cosa scopro all’improvviso? Non ho mai pensato di sbagliarmi con te –

- in che senso? –

- Ero troppo preso da me stesso, da cosa desiderassi realizzare ed avere – ammise con fatica – non sei mai stata come quelle ammiratrici che urlavano come pazze, lo sapevo ma non ti ho dato quello che meritavi –

- non è vero, fra noi non ha funzionato perché non eravamo giusti l’uno per l’altra. Per come sono fatta mi serviva qualcuno che sapesse tenermi testa ma anche zittire con uno sguardo. Mi serviva …. –

- ….. uno come Shirogane -  la ragazza spalancò gli occhi e poi annuì – mi dispiace se ti ho ferito e ancor di più se lo faccio ancora –

- no Strawberry, io non rimpiango niente – rispose Mark alzandosi dalla sedia davanti alla sua interlocutrice - tu sarai sempre un dolce ricordo. Doveva andare così, ma spero che ha avuto un senso nei nuovi giorni anche un po’ il mio mondo - - Certo che si – anche la rossa si alzò – stai per andartene vero? –

- “non voglio dire la cosa sbagliata proprio adesso” – pensò il moro annuendo        “perché mi fa male sentirti parlare della vostra intesa quando invece con me non lo facevi e solo mi lasciavi” –

- Spero che tu possa trovare la felicità Mark, te la meriti –

- ti ringrazio del pensiero. E’ stato bello rivederti – Il moro si allontanò dal tavolo e guardò fuori dalle finestre – certo che è davvero vicina la tua casa al Caffè Mew Mew. Si vede da qui –

- te lo avevo detto. Quella laggiù invece è la casa di Pam, Kyle e la loro figlia di sei anni, Kim - 

- chissà perché non mi sorprende che a parte i colori, sia uguale a questa … ma ora devo andare, si sta facendo tardi –

I due raggiunsero la porta d’ingresso e si salutarono al di fuori con un goffo tentativo di un abbraccio per poi passare a un formale inchino – “mi piacerebbe pensare di poterti dare qualche cosa ancora” – si ritrovò a pensare il moro fissando le labbra di lei  “un bacio, con la paura che lui possa rientrare proprio adesso e vederci. Ma sarebbe meschino da parte mia” – puntò lo sguardo sugli occhi nocciola un po’ perplessi e le sorrise – ti direi di porgere i miei auguri a Shirogane per il suo compleanno ma non credo che gli dirai del nostro incontro –

- lo farò invece grazie –

- O …Ok, allora ciao -  

- buon ritorno a casa Mark, Ciao -

Strawberry rientrò in casa scuotendo la testa per l’ultima cosa detta da Mark – “se voglio evitare che a Ryan venga un’embolia celebrale alla vigilia del suo 28° compleanno, meglio che scelga con cura le parole che userò per riferirgli di questo incontro” – si disse riportando il servizio del caffè in cucina per lavarlo – “ma forse, sarà il caso prima che tolga di giro ciò che sarà il suo regalo. Non lo deve vedere prima di domani”

La micetta, prese il suo acquisto e raggiunse velocemente la camera da letto al piano superiore,inserì nella scatolina appena comprata, la foto che teneva gelosamente nascosta nel suo comodino e pensò - “Oddio, la nostra vita sta di nuovo per cambiare”

Un’ora più tardi

– Strawberry? Sono a casa –

- Sto cucinando Ryan, raggiungimi di qua – il biondo fece un sorrisetto e si diresse in cucina – Strawberry lo sai vero che non mi hai fatto innamorare attraverso il palato? – le disse abbracciandola da dietro – hai molte qualità ma non quella culinaria –

- Ahahahah molto divertente. Con tutti i tutorial che mi ha fatto Kyle in questi anni e, grazie alla sua infinita pazienza, ora riesco a non avvelenare più nessuno. Quindi non lamentarti -  Ryan le baciò il collo facendole perdere la presa sul cucchiaio di legno con cui lo stava minacciando scherzosamente – Sto solo affermando l’ovvio tesoro e …. se l’arrosto, lo sfumi con un po’ di vino, viene più buono –

La rossa che si era girata fra le braccia del marito guardò la pentola dove la carne in questione cuoceva – No, per questa volta va bene così .. e poi da quando te ne intendi? –

- sono cresciuto con uno Chef di fama internazionale, qualcosa ho imparato guardandolo –

- Giusto! – rispose Strawberry prima di baciarlo sulle labbra – e a lavoro? Hai fatto progressi? –

Il biondo si fece serio mettendo della distanza fra loro – Come ti accennavo ieri i nostri prodotti sono pronti per essere distribuiti su larga scala ma per quanto riguarda il progetto su cui lavoriamo in segreto, siamo in una fase un po’ complicata anche con l’aiuto di Pai. La fisica quantistica da sola non può bastare per raggiungere il nostro obbiettivo. E’ un po’ come con l’intelligenza artificiale, può sembrare senziente ma i dati a sua disposizione gliele ha fornite il genere umano. –

I due si sedettero al tavolo in angolo della cucina dove consumavano i pasti quando erano soli            -Quello che cerchiamo di creare nei nostri laboratori è qualcosa che messa nelle mani giuste potrebbe anche far cessare certi conflitti –

- ma se invece andasse nelle mani sbagliate? –

- Ecco perché stiamo cercando, con dati scientifici inconfutabili,  di dare alla macchina una sorta di coscienza affinché si armi solo per autodifesa e che non sia modificabile per attaccare per prima –

- da qui la tecnologia aliena – commentò Strawberry alla quale piaceva non fare sempre la figura di quella che non capisce niente di certe tematiche

- Esatto. Il mondo ha bisogno di pace non di guerra e se le armi sparissero … -

- i Cattivi troverebbero altri modi per fare del male ma se almeno riuscissimo a non autodistruggerci per un altro paio di secoli non sarebbe brutto –

- Infatti anche se è un progetto un po’ utopistico-

- ma se c’è qualcuno che può realizzarlo, quello sei tu –

Ryan si sporse verso di lei e la baciò – Bhe, non potrà essere poi più difficile di scongiurare un’invasione aliena –

- Genio ascoltami bene. Hai tutto il mio sostegno ma ricordati che, Lory e Pai diventeranno genitori fra circa due mesi, Paddy e Tart sono all’ultimo anno di università, Mina sta finalmente realizzando il suo sogno di ballerina sulle orme della defunta  Carla Fracci, Pam è una mamma ed io … bhe sai qual è la mia vita con te  quindi, non ti azzardare a coinvolgere di nuovo noi cinque nella tua causa. - 

- Se vi coinvolgessi di nuovo non saresti l’unica a volere la mia testa. Te lo prometto, non lo farò … intenzionalmente –

- RYANNNN – Il biondo scoppiò a ridere … - ok ok scherzavo, non prenderla sul personale.– la ragazza lo guardò con sospetto – cambiamo argomento – riprese lui - Ti sono mancato oggi? Come è stato il tuo pomeriggio? –

A quella richiesta Strawberry sospirò interiormente – Il mio pomeriggio, per certi versi, è stato piacevole – cominciò con cautela – ma tu potresti non esserne esattamente felice – Ryan la guardò intensamente – per quale motivo non dovrei?–

- perché dopo essere arrivata in ritardo all’appuntamento con Mina e, per questo ho dovuto arrangiarmi da sola per un acquisto dell’ultimo minuto in città, ho incontrato qualcuno che non vedevo da anni e l’ho invitato qui per un caffè –

- e questo qualcuno ha un nome? –

- Mark! – gli occhi azzurri che la stavano guardando si allargarono

- Quel Mark? -  

- Si, senti lo so che fra voi non è mai corso buon sangue ma dai, ti fa anche gli auguri per il tuo compleanno –

- gli hai detto che domani è il mio compleanno? – chiese Ryan inespressivo              – Si,non pensava fosse giusto venire qui, così gli ho detto che non c’eri perché non volevo che lavorassi per i tuoi 28 anni. Lungo la strada e una volta qui, non ho fatto altro che parlargli di te, di noi ma ora che te lo sto riferendo … ehi guardami … penso che forse era meglio se non lo invitavo a casa nostra, scusa –

Il biondo, al quale erano tornati in mente i tempi in cui era lui quello che sentiva di agire ingiustamente con Strawberry, scosse la testa – E’ vero, non ho mai sopportato Aoyama e continua a non piacermi ma non scusarti, non hai fatto niente di male –

- dici sul serio? –

- si, mi fido di te – sua moglie gli sorrise prima di tornare seria – sai? Mi ha parlato un po’ di se ma non credo sia felice –

- ti ama ancora?- chiese lui con tono neutrale – per un momento l’ho pensato, si – rispose lei sinceramente – ma cosa te lo fa pensare? –

- io lo avrei fatto –

 - intendi … -

- se tu avessi scelto lui, io avrei continuato comunque ad amarti –

A quelle parole la rossa si alzò e si gettò letteralmente fra le sue braccia baciandolo più volte – ti amo, ti amo, ti amo – gli disse fra un bacio e l’altro con le lacrime agli occhi – Piano, piano amore o cadiamo a terra per la tua esuberanza –   - si scusa è che trovo sempre così straordinario quando fai il romantico –

- Mi pare di avertelo appena detto, ti amo tantissimo Strawberry e … Grazie –

- Cosa? perché mi ringrazi adesso? –

- Perché mi ami e perché mi hai parlato di oggi, nonostante tu sappia benissimo che caratteraccio io abbia –

- la mia sola preoccupazione era quella che non ti venisse un accidenti nell’arrabbiarti ma non ho mai avuto intenzione di nascondertelo –

- io …. -

Drin Drin Drin

Il suono del timer interruppe la conversazione e Strawberry si precipitò ai fornelli  – riprendiamo il discorso dopo cena, ma ora per favore apparecchi? –

- non è che io voglia parlare di Aoyama tutta la sera preferisco parlare di domani – le disse prendendo la tovaglia nel cassetto a lei vicino – tu di domani devi solo sapere che sarà indimenticabile, il resto è una sorpresa –

- ma … -

- aspetta e vedrai - 

Il giorno dopo

Sulla questione indimenticabile, Strawberry aveva assolutamente ragione perché, per quanto l’organizzazione di Mina fosse come sempre impeccabile, quello che Ryan non avrebbe più dimenticato, fu il momento in cui sua moglie gli consegnò il regalo. 

La festa si stava svolgendo, come non accadeva dal terzo compleanno della piccola Kim, al Caffè Mew Mew. Gli unici invitati, con gran sollievo del festeggiato, erano loro undici e dopo il sontuoso banchetto, al quale Kyle non aveva voluto proprio rinunciare, si erano riuniti tutti intorno a un tavolo rotondo.

–RAGAZZI, UN ATTIMO DI SILENZIO PER FAVORE - attirò l’attenzione Strawberry su di se quando come ultimo regalo da consegnare ci fu il suo – Non sono mai stata brava a fare discorsi ma è giunto il momento di provarci – si mise davanti al marito con solo il tavolo fra loro

– Ryan,conoscerti mi ha cambiato la vita e non è stata l’unica volta. Dopo la sconfitta di Profondo blu me la cambiasti di nuovo rinunciando a me per un sogno che pensavo di condividere con qualcun altro. Fu però proprio nello starti lontano, che capii di amarti, di averlo sempre fatto perché mi completi e volevo altri cambiamenti. Chi ti conosce almeno un po’, lo sa. Tu non deludi e la mia esistenza mutò di nuovo quando mi sposasti ma ora,  giunti ad oggi, il cambio di vita lo facciamo insieme. Non sempre abbiamo azzeccato la tempistica ma spero di averla azzeccata adesso -  la rossa gli porse la scatolina – qualunque cosa tu penserai … ti amo –

- Strawberry … -

- non dire niente ora, prima aprila.-

A quelle parole, la sala si riempì d’attesa . Lory, l’unica seduta e quella più vicina al festeggiato, strinse la mano di Pai che l’abbracciò brevemente. Paddy fu letteralmente fermata da un rampicante di Tart, nell’atto di saltellare rumorosamente sul posto disturbando di fatto il momento. Mina, non fece in tempo a impedire a Kish di teletrasportarsi, per fortuna a debita distanza, sopra la testa del biondo per una miglior visuale. Pam, prese in braccio la figlia e Kyle si avvicinò impercettibilmente a Ryan impietrito dopo aver guardato all’interno della scatolina.   

– E’ quello che penso? – chiese dopo un tempo infinito alla moglie – Si. Ho fatto la foto del risultato del test e in seguito Kyle mi ha aiutato ad accertarmene  

- Aspettiamo un bambino – affermò Ryan quasi sussurrando – A Gennaio – rispose Strawberry sentendo l’ansia crescere in lei

- Per questo ieri mi hai chiesto dei progressi nel lavoro? – la rossa annuì – so quanto dedichi alle tue ricerche e …. –

- Oh ma insomma – sbottò Paddy con le mani sui fianchi – la puoi interrogare più tardi ma ora si può sapere se sei contento o no che avrete un figlio? –

Il biondo la guardò scioccato – che domanda fai? Certo che sono felice –

- e allora dillo no!?! Hai creato un pathos incredibile in tutti noi –

- In effetti, Strawberry a momenti sviene – precisò, se pur gentilmente, Lory e finalmente, Ryan reagì come avrebbe già dovuto fare. Fece velocemente il giro del tavolo e abbracciò la moglie – Amore mio, questo è il miglior regalo che tu potessi farmi. Tu e questa creaturina sarete sempre al primo posto nei miei pensieri. Vi amo! -  

La sala esplose in gridolini, lacrime di felicità, applausi,abbracci, congratulazioni e anche domande da parte della piccola Kim che voleva sapere cosa sarebbe diventata lei.

Strawberry, a quel punto invece, ne fu certa. La sua vita era esattamente come l’aveva sempre voluta ma era anche sicura che da li in avanti sarebbe stata anche migliore.

A fine serata, quando quasi tutti erano rincasati, Kyle raggiunse il biondo sul balcone del piano superiore del locale.

– A te la troppa confusione ha sempre infastidito – gli disse affiancandolo – ma hai sempre apprezzato venire qui se avevi bisogno di riflettere –

- mi conosci troppo bene -  

- Ryan, questa è la vita che ho sempre desiderato per te – disse il castano guardandolo con affetto – Al contrario io non avrei mai sperato in tutto questo – ribatté l’altro non nascondendo ciò che albergava in lui in quel momento – e se faccio un casino dietro l’altro?–

- Dicesti così anche prima di chiedere Strawberry in moglie. Sei un buon marito. Vedrai che sarai anche un ottimo padre -  

- non sarò mai come te –

- sarà il tuo stesso figlio a dirti come dovrai fare con lui e potrai comunque contare su di me ma … non ti azzardare a insegnargli a chiamarmi nonno –

- O cielo Kyle smetterai mai di prendermi in giro? –

- perché dovrei è troppo divertente –

Il biondo scosse la testa sorridendo – torniamo dentro prima che Strawberry si finisca tutto il dolce avanzato. Altrimenti, a Gennaio, potrebbe nascere un vitello invece che un bambino.-

- Non fare l’esagerato. Dovrai stare attento alle tue battutine. Gli ormoni di chi è in gravidanza sono molto attivi  -

 - si, lo so. Non preoccuparti – Ryan si avviò alla porta ma si fermò prima di varcarla

- siamo alla soglia del futuro – il castano lo raggiunse – e allora andiamo a scoprire come sarà -

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La canzone si intitola "Per te qualcosa ancora" 

Testo

Casa tua mi piace
Sa di calda pace spesa in due
Un anno in più sul viso non hai
Tu di me mi chiedi
Sono qui, mi vedi, dimmi tu
Mi trovi un po' cambiato? Non so

Ti ringrazio del pensiero
Non credevo che
Fosse giusto rivederci
L'hai fatto tu per me
So che lui conosce
Bene chi sia io
Prima che ritorni
Scusa, ma andrò via

Vedo che i capelli adesso
Non li tagli più
In quel modo strano in cui tu
Mai sembravi tu
Dolce e più serena
È la voce tua
Vedo tutto intorno
Nuova fantasia

Te lo ricordi com'eri allora?
Come non parlavi
Fra gli entusiasmi della mia mente
Solo mi lasciavi
Ora ne parli della tua vita, della vostra intesa
In questo mondo che ti appartiene
Quanto sei più bella adesso

Quanto amore, dal tuo sonno
Lui svegliò per sé
Ciò che sempre inutilmente
io chiedevo a te
Sai che cosa scopro
D'improvviso io
Non ho mai pensato
Di sbagliarmi io

Prima che vada per la mia strada
Dimmi, sì, che in fondo
Ha avuto un senso nei nuovi giorni
Anche un po' il mio mondo
Fammi pensare che potrei darti
Qualche cosa ancora
Fammi pensare di aver paura
Che lui possa rientrare adesso